Lucca: Rossi e Marroni confermano: 'Nella riorganizzazione il 118 non ci sarà'

servizio 118 24/11/2013 - Nuove assunzioni in ortopedia, chirurgia, anestesia e medicina generale. Polemica con l'M5S

118 addio. Lucca non avrà più, dopo la riorganizzazione prevista dalla Regione, la centrale operativa dell'emergenza urgenza. Lo ha confermato il presidente della Regione Enrico Rossi in visita oggi (23 novembre) all'ospedale Campo di Marte di Lucca per valutare gli esiti della riorganizzazione del nosocomio, in attesa del trasferimento e dell'apertura al nuovo ospedale San Luca. Con lui l'assessore aldiritto alla salute, Luigi Marroni, il direttore generale della Asl, Antonio D'Urso, il presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, Marco Remaschi, il sindaco di Lucca, Alessandro "La localizzazione a Lucca della centrale del 118 - ha detto - non è fra le previsioni del nuovo piano regionale, che dovrà portare entro il 2016 alla riduzione a tre delle centrali operative in Regione". Una scelta fatta non solo per motivi di spending review, hanno detto il governatore e l'assessore regionale Marroni, ma anche per una migliore organizzazione del servizio. "Mi pesa - ha detto - non aver portato a termine questa "riforma" negli anni passati, figuriamoci se ora la rimettiamo in discussione. La commissione di esperti ha valutato e si è deciso un percorso di razionalizzazione. C'è un momento in cui le polemiche campanilistiche devono lasciare il campo al merito dei problemi. Mi auguro che tutti capiscano che la cosa importante è mettere al centro i cittadini e i loro interessi. Riorganizzando il 118 vogliamo& dar vita ad un servizio più efficiente e che salvi più vite umane". Secondo il governatore Rossi la sanità lucchese, sostanzialmente, funziona bene: "Serviva soltanto una struttura moderna e all'avanguardia - ha detto - e da febbraio questo accadrà grazie all'apertura del nuovo ospedale San Luca". Buone notizie anche per la viabilità, visto che gli stanziamenti per il collegamento fra il San Luca e Antraccoli saranno inseriti nel finanziamento per la nuova circonvallazione di Lucca. L'ospedale, è stato confermato, avrà 140 posti letto a gestione diretta, cui si aggiungono quelli delle strutture private convenzionate. E a cui si dovrà affiancare tutta la sanità di secondo livello con il sistema delle Case della Salute la cui programmazione è ancora da mettere pienamente in cantiere. Di rilievo sarà anche l'integrazione con Pisa che, secondo Rossi, eviterà le fughe dei pazienti verso altre Asl: "L'integrazione con gli ospedali pisani - ha detto - sarà funzionale perché i medici opereranno sempre più in pool fra le due province". E anche dal punto di vista dell'occupazione, secondo la Regione, arriveranno benefici dall'apertura del nuovo ospedale: "Sono previste - ha detto Antonio D'Urso il direttore generale della Asl - nuove assunzioni in ortopedia, chirurgia, anestesia e medicina generale". E per la sanità della Valle del Serchio? "Siamo disposti anche a spendere ma i sindaci e gli enti locali - ha spiegato Rossi - devono mettersi d'accordo. Per ora dell'ospedale della Valle non ne parliamo". Niente polemica, invece, per quanto riguarda la sanità ad intensità di cura, che è il modello del nuovo ospedale. Alla domanda del Movimento Cinque Stelle, che per tutta la mattina ha volantinato con un banchetto davanti all'ingresso di Campo di Marte, sulle criticità rllevate nel modello come attuato ad esempio negli Stati Uniti, infatti, il governatore si è alzato senza rispondere e se ne è andato, dicendo che era tardi e sue muglie lo stava aspettando.

Presente alla conferenza stampa di Rossi e Marroni anche il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini: "La vera emergenza adesso - ha detto - è quella della sanità di secondo livello, cioè le case della salute. Su questo tema ci impegneremo a fondo perché tutto funzioni nel migliore dei modi. Dobbimo dare un risposta per le lungo degenze e per le cure di secondo livello su tutto il territorio. Un infartuato - ha ironizzato tambellini - dopo la fase acuta non può mica andre a correre". Sempre per quanto riguarda la questione del 118 è intervenuto anche il presidente della quinta commissione sanità della regione Marco Remaschi che ha detto: "A mio avviso il rischio adesso è che dopo il passaggio a sei centrali nel 2014 non si riesca raggiungere l'obiettivo delle tre di area vasta nel 2013, quindi a mio parere - ha spiegato Remaschi bisognava andare subito ad un'unica struttura regionale".

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Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2013 alle 00:43 sul giornale del 25 novembre 2013 - 330 letture

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