Panicaglia. In Consiglio Provinciale la ricostruzione dell’emergenza.

5' di lettura 08/02/2014 - PANICAGLIA: Durante l’ultimo Consiglio, l’assessore provinciale all’Ambiente Renzo Crescioli ha svolto un’ampia comunicazione sulla frana di Panicaglia che riportiamo per intero, ricostruendo punto per punto le fasi dell’emergenza:

Alle ore 17:45 del 01 febbraio 2014, dunque, alla sala operativa della Provincia di Firenze è giunta la comunicazione da parte del CI Mugello che in località Panicaglia nel Comune di Borgo San Lorenzo era in atto una verifica da parte dei VVF per il manifestarsi di crepe con relativo distacco per circa 5 cm lungo l’asse della sede stradale in Via Del Cantone.
Sul posto oltre ai VVF da subito sono stati presenti il Sindaco, la Polizia Municipale, personale del CI del Mugello e Carabinieri di Borgo San Lorenzo.
La situazione si è rivelata immediatamente preoccupante perché il movimento franoso interessava una serie di abitazioni private, che in via precauzionale sono state fatte evacuare.
La prima ordinanza di evacuazione riguardava 5 famiglie per complessive 13 persone, che hanno trovato alloggio presso parenti (8 persone) e presso un agriturismo a carico dal Comune (5 persone).
L’evolversi dell’evento è stato costante durante i giorni seguenti, il giorno 2 febbraio la frana risultava ancora in lento movimento e l’evacuazione complessiva interessava 11 famiglie (25 persone – 8 abitazioni) con 5 persone ospitate in agriturismo e le restanti da parenti.
Il giorno 4 febbraio, a seguito del movimento della frana che ha cominciato ad interessare anche la strada a monte della frana e le abitazioni prospicienti, il Sindaco ha ordinato un’ulteriore evacuazione di 2 abitazioni e 4 famiglie portando il numero degli evacuati a 30 (15 gruppi familiari) e un totale di 12 abitazioni.
La frana, al momento, ha una superficie di circa 5 ettari. Secondo le prime stime il volume dei materiali coinvolti è di 300.000 m3. Si tratta di uno scivolamento rototraslativo che progressivamente ha interessato con evoluzione retrogressiva porzioni sempre più interne del ciglio del terrazzo morfologico composto da depositi terrigeni.
La frana è tuttora in lento movimento, e si è spostata nella giornata di ieri di 10 cm e nella nottata di altri 10 cm.
Publiacqua s.p.a. è al lavoro H24 per lo spostamento di un collettore fognario che è stato rotto dal movimento franoso e che scarica le acque sulla frana aggravando ulteriormente la situazione.
La strada è stata chiusa al traffico, il monitoraggio è costante e supportato da geologi che stanno valutando la progressione del piede e la stabilità del coronamento e non escludono un possibile interessamento ad ulteriori immobili limitrofi. Sul posto si alternano personale della PM, tecnici comunali, Carabinieri e associazioni di volontariato locale. Tutte le utenze che interessano l’area del movimento franoso sono state bypassate, provvedendo, per gli edifici interessati, all’interruzione della fornitura di gas, acqua, luce e linea telefonica tramite i relativi gestori. L’evolversi dell’evento è seguito anche dalla Sala Operativa Unificata della Regione e dalla Prefettura di Firenze tramite i report effettuati dalla Sala operativa della Provincia.
Trattandosi di evento di rilevanza comunale, gestito in prima persona dal Sindaco, il servizio Protezione Civile della Provincia, al momento, si fa carico di mantenere i rapporti tra i due livelli, comunale-regionale, ciò non di meno, ha comunicato, più volte, la propria disponibilità a supportare le operazioni sia al Sindaco che al Professor Casagli del Dipartimento Scienza della Terra dell’Università di Firenze.
In particolar modo è stata offerta la possibilità di utilizzare il drone in dotazione all’ufficio per effettuare rilievi aerei dell’area e delle abitazioni, mentre il giorno 2 febbraio è stato effettuato un volo con aereo ultraleggero per fotografare l’area dell’evento dall’alto.
Altresì è stata manifestata la piena disponibilità ad offrire il supporto, nei tempi e nei modi che il Comune riterrà opportuno, del Servizio Geologico della Provincia di Firenze.
Al momento non è stato possibile effettuare una valutazione economica dei danni. Una porzione del fabbricato che è stato colpito per primo dall’evento franoso dovrà essere demolito (in parte lo è già), mentre tutte le altre abitazioni che si trovano sul terreno franato non sono state ancora valutate. In ogni caso siamo di fronte ad una entità significativa, dal momento che risultano danni rilevanti sia alla strada che ai sottoservizi.
In relazione a quanto richiesto dai Consiglieri di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi, intervenuti sulla vicenda, su un non meglio precisato “piano di contenimento dei rischi” per il Mugello, per quanto riguarda la protezione civile (e quindi la mitigazione del rischio in un’ottica di prevenzione non strutturale) ogni Comune dispone del piano comunale di emergenza raccordato ad analoga pianificazione intercomunale e provinciale.
Si ricorda poi che il Presidente Enrico Rossi ha già comunicato che Regione Toscana ha inserito il Comune di Borgo San Lorenzo tra i Comuni per i quali verranno chiesti fondi statali per l’emergenza alluvioni.
Marco Cordone (Lega Nord) ha espresso preoccupazione oltre che per la vicenda di Panicaglia, anche per quanto accaduto nell’Empolese Valdelsa (“vi ci siamo recati ed è stata una sorta di Camel trophy”). Circa Panicaglia Cordone registra che un verbale avvisava il Comune di Borgo dei pericoli possibili: “E’ una notizia scioccante”.
Per Lorenzo Verdi (Rifondazione comunista) la frana preoccupa per la sua estesione: “Si sapeva che quella era una zona a rischio. Il verbale del 2013 segnalava al Comune di Borgo la presenza di cedimenti e smottamenti. Crediamo peraltro che non debba essere Publiacqua a dovere verificare se il fognone si è rotto prima o dopo. La valutazione spetta ad altri”.





Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2014 alle 13:23 sul giornale del 09 febbraio 2014 - 361 letture

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