Rimini: scoperta casa d’appuntamenti, nei guai un pensionato di Sestino

MARCHINI Alessandro, nato a Sestino (AR), 59enne, residente in Piandimeleto (PU); 03/06/2014 - Nella mattinata del 3 giugno 2014, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Rimini, hanno proceduto a dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa in data 30 aprile 2014 dal GIP presso il Tribunale di Rimini, nei confronti di 8 soggetti che a vario titolo dovranno rispondere dei reati di concorso nel favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

I destinatari dei provvedimenti sono tre donne cinesi (una quarta per la quale era stata emessa la cattura è risultata deceduta), quattro cittadini italiani ed uno algerino.

L’attività investigativa scaturisce da un’ampia ed articolata indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini nel periodo dal gennaio 2012 al novembre 2012, fondata essenzialmente sull’utilizzo di intercettazioni telefoniche, su mirati servizi di osservazione e controllo del territorio unite a specifiche attività informative e di analisi documentale che hanno ricostruito lo scenario ed i ruoli dei soggetti coinvolti.

Il luogo deputato agli incontri, proprio come da casa d’appuntamenti, è stato quello del residence “NICARAGUA”, sito in Viserba alla via Walter Ghelfi, dove domiciliavano le donne, tutte di nazionalità cinese, che ruotando con cadenza di 2 settimane, venivano arruolate da loro concittadine ed avviate alla prostituzione. Le donne cinesi arrestate si comportavano proprio come delle “maitresse”, svolgendo un ruolo attivo nella ricerca di connazionali da immettere sul mercato del sesso a pagamento, attraverso contatti diretti di amicizie personali o inserzioni su giornali cinesi a diffusione nazionale, nonché prese in prestito da altre case di prostituzione.

Le prostitute procacciavano i clienti tramite annunci, pubblicati on line su siti internet dedicati o sul settimanale “IL FO’ ANNUNCI”, con cui veniva diffuso il recapito telefonico da contattare per fissare l’incontro sessuale. Per la pubblicazione degli annunci, evidentemente per motivi di auto-tutela, le donne cinesi, previo compenso costituito da denaro e favori sessuali, si avvalevano di quattro cittadini italiani e del cittadino algerino, in regola con il permesso di soggiorno.

Il proprietario del residence, ben consapevole di quanto avveniva nella propria struttura ricettiva, in più occasioni avvertiva le prostitute degli imminenti controlli da parte delle forze dell’ordine; Le “maitresse”, oltre a mantenere i contatti con i soggetti incaricati delle inserzioni, provvedevano al pagamento degli annunci e degli affitti degli appartamenti, retribuendo le prostitute dipendenti in percentuale rispetto ai guadagni, e curando il “turnover” delle prostitute con frequenza bisettimanale, per ridurre il rischio di attirare l’attenzione ed evitare contestualmente che qualche cliente potesse instaurare con loro un rapporto confidenziale.

Tutte le prostitute, come documentato in sede di controllo finale al residence, si trovavano in condizione di clandestinità. In tale contesto si è proceduto al sequestro preventivo di tre appartamenti ubicati nel residence “NICARAGUA”, considerato che gli stessi sono stati impiegati in modo stabile, non occasionale, quali luoghi destinati a favorire, per le loro peculiari caratteristiche, alla consumazione dei reati mediante la locazione ciclica e continuativa a meretrici.

• ZHOU Aicui, nata in Cina, 60enne, residente in Rimini;
• GIOVANNINI Roberto, nato a Rimini, 50enne;
• BRONZETTI Ivo, nato a Borghi (FC), 68enne, residente in Santarcangelo di Romagna (RN);
• MARCHINI Alessandro, nato a Sestino (AR), 59enne, residente in Piandimeleto (PU);
• MARAFFINO Vincenzo, nato in Svizzera, 50enne, residente in Rimini;
• CHAIBI Hocine, nato in Algeria, 48enne, residente in Rimini.







Questo è un articolo pubblicato il 03-06-2014 alle 16:17 sul giornale del 04 giugno 2014 - 368 letture

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