Diabete, mezzo milione alle aziende sanitarie per progetti di cura

2' di lettura 03/10/2014 - FIRENZE - Quasi mezzo milione, 480.000 euro alle aziende sanitarie per mettere a punto progetti di cura per la malattia diabetica.

La destinazione delle risorse sanitarie è prevista da una delibera approvata nel corso dell'ultima seduta di giunta su proposta dell'assessore al diritto alla salute Luigi Marroni. Delibera che recepisce l'accordo Stato Regioni del 6 dicembre 2012 sul documento "Piano sulla malattia diabetica".

L'indicazione contenuta nella delibera è quella di realizzare un modello di gestione integrata del diabete, basata sulla centralità della persona, individuando l'approccio multiprofessionale, adottando protocolli diagnostico-terapeutici condivisi su tutto il territorio regionale, attraverso progetti e percorsi indicati dal Piano nazionale, concentrandosi su sette progetti obiettivo.
Questi i progetti obiettivo individuati, sui quali le aziende sanitarie dovranno concentrare la propria azione:
1) miglioramento della collaborazione tra i professionisti coinvolti;
2) gestione delle complicanze vascolari;
3) piede diabetico;
4) implementazione dell'educazione terapeutica;
5) linee di intervento sul diabete in età evolutiva;
6) la gestione integrata della persona con diabete ricoverata per altra patologia;
7) l'uso integrato delle tecnologie della telemedicina.
La Toscana è costantemente impegnata a implementare questi obiettivi e a garanitre la presa in carico proattiva dei pazienti attraverso la "sanità di iniziativa", favorendo la collaborazione di tutti gli attori del sistema: medici di base, specialisti, infermieri, pazienti.
Secondo i dati presentati dall'Ars, l'Agenzia Regionale di Sanità, al Festival della Salute che si è tenuto la settimana scorsa a Viareggio, in Toscana il diabete affligge il 6,3% degli adulti (dati del Sistema informativo sanitario toscano, anno 2013): in valore assoluto si tratta di oltre 206 mila persone. In particolare, l'Ars ha indagato come si curano i diabetici in Toscana e quale impatto ha avuto su questi malati la cosiddetta "sanità d'iniziativa", il modello organizzativo sperimentato in Toscana da oltre 3 anni e che entro il 2015 dovrà essere adottato da tutti medici di famiglia della regione.
Le indagini dell'Ars rilevano che i diabetici assistiti dai medici partecipanti al progetto della sanità d'iniziativa aderiscono di più alle raccomandazioni cliniche di monitoraggio e terapia. Anche gli accessi al pronto soccorso di questi pazienti seguiti con la sanità d'iniziativa diminuiscono, mentre l'ospedalizzazione ordinaria diminuisce meno rispetto agli assistiti in maniera tradizionale. A livello generale, si è rilevato che fra i pazienti diabetici sono le donne 16-44enni a seguire meno le raccomandazioni cliniche di monitoraggio della malattia. Sono sempre le donne, di tutte le classi di età, a seguire meno le raccomandazioni cliniche di terapia (cioè il controllo di altri fattori di rischio).





Questo è un articolo pubblicato il 03-10-2014 alle 11:36 sul giornale del 04 ottobre 2014 - 545 letture

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