Tornano le ronde? Parliamone… di Domenica

4' di lettura 02/02/2015 - Questa settimana la riflessione di OK!Mugello è affidata a Saverio Zeni, uno degli editori (e membro della redazione) della testata. Il nostro appuntamento domenicale, quindi, si conferma ottima occasione per dare voce alle diverse sensibilità presenti (nella redazione come tra i lettori). Buona lettura:

La crisi economica a livello mondiale, unita alla crisi di una risposta certa e concreta da parte della politica, genera a sua volta (o meglio dire cogenera) anche una crisi sociale e di quei valori che ritenevamo essere diventati patrimonio genetico del nostro vivere quotidiano. Valori importanti per ogni singola persona, comunità o nazione che sia, che sono stati ricordati ampiamente con il “giorno della memoria” in tutte le sue manifestazioni. Valori che ci dovrebbero avere ormai vaccinato dai vari rigurgiti razzisti-xenofobi che ogni tanto in situazioni e forme diverse si affacciano nella nostra quotidianità. Purtroppo, invece, registriamo un crescendo di sentimenti di bassa lega, con i quali si appaga la pancia e si offusca la mente. Sentimenti che è facile trovare nel chiacchericcio digitale di Facebook, dove ogni “diverso” (soprattutto se straniero dell’est o immigrato) diventa un capo espiatorio delle proprie paure.

Emblematico il caso della notizia riportata da OKMugello sui 25 rifugiati Siriani a Figliano; che ancora devono arrivare ma che hanno già prodotto un’ondata di commenti. In molti dei quali si riscontra questo razzismo strisciante, con il punto massimo (secondo me) di una lettrice che scrive di avere molto più paura ad avventurarsi nelle sue consuete “lunghe passeggiate nelle vicinanze del luogo” affidandosi al suo fido pastore tedesco per la protezione.

L’equazione geografia-delinquente mi ha sempre lasciato perplesso e mi stupisce sempre più, sentire affermazioni (anche fatte da persone di un certo livello culturale) secondo le quali se sei Albanese, Rumeno o Africano sei potenzialmente delinquente. Mentre se sei Norvegese o Islandese no. Come ad affermare sempre più il principio della generalizzazione di razza o provenienza.

Tutto questo come premessa, per una riflessione su di un caso di cronaca successo a Bagno a Ripoli, dove un gruppo di cittadini ha avuto una reazione diversa, denunciando dei presunti atti di razzismo “istituzionalizzato” (così viene definito nel comunicato diffuso), da parte di alcuni volontari appartenenti al “Nucleo di volontariato di protezione civile 181° Pegaso dell’ Ass. Naz. Carabinieri di Firenze”.

Il caso in questione denuncia alcuni spiacevoli episodi di ordinario razzismo, in quanto non si sono limitati ad “osservare” quello che sul territorio poteva sembrare “sospetto” (compiti a loro affidati dall’accordo con il Comune) ma avrebbero dato vita a delle vere e proprie ronde perseguitando e portando via con la forza venditori ambulanti dalle strade di Grassina. La cittadinanza ha reagito a questo evidente abuso opponendosi in molti modi, in alcuni casi addirittura frapponendosi fisicamente tra gli esponenti di questa associazione e il malcapitato di turno.

Reazione che dimostra chiaramente come i cittadini di Grassina, nonostante i tanti problemi di sicurezza, siano perfettamente consapevoli del loro ruolo sociale: autosufficienti e capaci di accorgersi e denunciare la ”stranezza” dell’operato della 181° Pegaso; chiedendo chiarimenti alle Istituzioni sul loro effettivo ruolo.

Episodi che, se confermati, riportano alla mente le cosiddette “ronde fasciste” di Alba Dorata in Grecia oppure risalendo nella linea temporale della storia alle “squadre fasciste” che hanno operato anche sul territorio comunale di Bagno a Ripoli.

Voglio ricordare che l’ascesa del fascismo è passata anche da piccole azioni che, sul momento, potevano sembrare insignificanti. Come quella di allontanare un ebreo, un rom o altri dai loro luoghi di studio e lavoro ad opera di piccoli gruppi in camicia nera, con soprusi o minacce, senza arrivare a vere azioni violente. Proprio questi insignificanti episodi hanno portato poi all’assuefazione delle coscienze, che ha permesso di non stupirsi dell’escalation delle azioni violente.

Quindi la reazione dei cittadini di Grassina, ci fà pensare. Un episodio definibile “normale” allo stato delle cose odierne, probabilmente applaudito da alcuni, è stato invece fortemente censurato da parte dei cittadini e dei commercianti di Grassina, tanto che nel mese di Dicembre è stato distribuito il volantino seguente.

Sono certo che gli episodi in questione siano dei casi isolati e non oscurano invece i tanti meriti che l’Associazione Nazionale Carabinieri svolge nel settore della solidarietà e protezione civile, ed è proprio per questo che sarebbe opportuno che la stessa Associazione riportasse nel corretto alveo delle proprie attività i diretti interessati e facesse luce su quanto successo.

RESTIAMO-UMANI-1


da Saverio Zeni 
A.N.S.O. - Associazione Nazionale della Stampa Online





Questo è un articolo pubblicato il 02-02-2015 alle 15:30 sul giornale del 03 febbraio 2015 - 727 letture

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