Arezzo: Invertire la rotta dei contagi con il sacrifico di tutti, il Prefetto: "Rispettare le regole senza trovare scuse per uscire"

2' di lettura 16/11/2020 - Il prefetto di Arezzo, Anna Palombi, esorta a tenere duro, alla luce del bilancio del primo giorno della città in zona rossa: «Seguendo la curva dei contagi in Toscana e nella nostra città, questa della zona rossa è una restrizione che ci aspettavamo.

Il mio pensiero va adesso a tutte quelle attività commerciali che hanno dovuto abbassare le saracinesche con un ulteriore sacrificio. Mi auguro che sia l'ultimo che viene richiesto e che presto possiamo andare verso una situazione migliore», ha detto in una intervista oggi a "Il Corriere di Arezzo".

Per la responsabile della prefettura «in questi quindici giorni è importante la massima collaborazione di tutti" e invita gli aretini a «non uscire di casa se non per lavoro, per salute o per vere necessità senza cercare una scusa per andare in giro».

«Chiedo a tutti di rispettare al massimo le regole. Più lo facciamo, prima usciamo da questa situazione», ha detto, rinnovando l'invito a «limitare all'essenziale gli spostamenti».

In relazione ad una possibile intensificazione dei controlli, il prefetto ha sottolineato che la Polizia Municipale già la effettua questa attività da tempo, avendo anche elevato diverse sanzioni. «Con l'ingresso di Arezzo nell'area rossa i controlli saranno ancora più serrati ovunque e con impegno di tutte le Forze dell'ordine».

Per quanto riguarda Il problema dell'assembramento all'uscita dalle scuole, soprattutto da parte dei ragazzi più grandi, «con la didattica a distanza per le superiori e per la seconda e terza media la situazione dovrebbe migliorare», ha detto, giudicando positivamente la situazione: «So che nelle scuole stanno tutti lavorando molto bene, rispettando le regole anti contagio».

Per ciò che concerne infin la ricerca di strutture per l'albergo sanitario, il prefetto non giudica probabile doverne requisire una. «Intanto bisogna far bene capire a tutti che l'albergo sanitario non è un ospedale, ma un luogo dove stanno le persone positive che a casa loro non hanno la possibilità strutturale per vivere divise dai propri cari ed evitare di contagiarli. Io sono sicura che ci sono gestori disposti in questo momento di grande emergenza sanitaria a farsi avanti ed offrire le loro strutture. Anche perché l'albergo sanitario non servirà per sempre e perché sono comunque adeguatamente ricompensati. Non credo che per avere un albergo sanitario ad Arezzo ci sarà bisogno dell'intervento d'imperio del prefetto».

Foto di: Imagoeconomica






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2020 alle 11:02 sul giornale del 17 novembre 2020 - 181 letture

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