Arezzo: Il braccialetto che collega contagiato e medico. Primo sistema in Italia

2' di lettura 19/11/2020 - Il Pronto soccorso di Arezzo ha comunicato che i contagiati da Covid-19 isolati a casa saranno in collegamento coi  medici attraverso un braccialetto che trasmetterà, ogni 5 minuti, diversi parametri vitali come ossigenazione e frequenza cardiaca.

I dati saranno inviati H24 dallo smartphone del paziente all'Usca di riferimento. Il braccialetto è monouso ed ha un'autonomia di 10 giorni. Il progetto è il primo di questo tipo in Italia e tra i primi in Europa e presto verrà diffuso anche alle altre aree provinciali.

"È un sistema integrato perché unisce le competenze e le disponibilità del 118 e delle Usca - ha commentato il DG della Asl Tse, Antonio D'Urso -. In questa prima fase ne attiveremo 200. In questo modo garantiamo un ulteriore livello di sicurezza anche per pazienti che, pur positivi al Covid, non hanno necessità del ricovero ospedaliero. È una garanzia per la loro salute ma anche un aiuto a vivere, in minor solitudine, una malattia che, anche nel caso sia senza sintomi, genera ansia e angoscia".

"Il braccialetto è destinato a pazienti Covid positivi a domicilio che siano a rischio di aggravamento delle loro condizioni ma che ancora possono stare a casa in sicurezza - ha riferito Giovanni Sbrana, referente del progetto e vice direttore della UOC CO 118 Arezzo - Ad ogni paziente viene assegnato uno dei tre programmi di cura che abbiamo predisposto: quello standard, quello per chi ha più di 75 anni e quello per chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva".

Samuele Pacchi, coordinatore della UOC CO 118 Arezzo, ha dichiarato inoltre: "Si tratta di modelli che configurano domande diverse che il sistema fa al paziente ma soprattutto intervalli di riferimento per gli allarmi diversi. Questo consente di comprendere meglio il paziente e di avere un monitoraggio, e quindi un intervento, più realistico ed aderente alle sue condizioni di base. Oltre al monitoraggio - ha proseguito Pacchi - il sistema fa domande al paziente attraverso lo smartphone ed elabora le risposte, allertando USCA e CO 118 in caso di anomalia. I medici USCA e quelli del 118 potranno così aver chiara la situazione del paziente ed intervenire in tempo in caso di problemi o programmare visite domiciliari solo in caso di reale bisogno".






Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2020 alle 11:56 sul giornale del 20 novembre 2020 - 183 letture

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