Firenze: Tuscany Hall Gio Evan, ha riempito la platea di fan

4' di lettura 22/11/2021 - Un giovane pubblico e molte coppie attratte dalle parole e le canzoni di Gio Evan al Tuscany Hall: la galleria fotografica esclusiva (anche sul nostro profilo IG)

Una platea eterogenea ma con una prevalenza di appena maggiorenni, ha ascoltato le letture (stile Alessandro Bergonzoni, parola chiama parola, metonimie, similitudini, accenti...) e le canzoni (metricamente ocntemporanee) di Gio Evan. In fondo è stata una serata che è scorsa velocemente, senza pause e senza troppe ripetizioni.

Artista eclettico e unico nel suo genere, Gio Evan ha saputo coinvolgere un pubblico trasversale grazie al quale ha raggiunto traguardi importanti: 200.000 libri venduti e 80 milioni di ascolti su Spotify, tantissimi concerti e ora un tour nei teatri che continua a crescere.

"Abissale è il nuovo invito a vivere di profondità in superficie e non di profonda superficialità - racconta l'artista - . Educare in latino è educere, condurre fuori. Dunque l'etimologia ci indica che l'educazione non è materiale che da fuori mettiamo dentro, bensì il suo viceversa.
È la nostra integrità, sono le consapevolezze già tutte integre dentro noi che vengono emesse nel mondo esteriore. Mareducato si riappropria di questa definizione, è il coraggio di ricondurre noi stessi fino all'abisso fondo, dove risiede il nostro sé più intimo.
Si parte dalla riva, (introspezione) e si arriva all'abisso (mantra allegro).
Mareducato è il percorso che facciamo quando scegliamo il cammino della conoscenza, della profondità che conduce a noi. È una nuova forma di educazione, quella dettata dall'infinito".

Abissale tour è una produzione Massimo Levantini per Baobab Music & Ethics. Radio Zeta è partner ufficiale del tour.

GIO EVAN è un artista poliedrico: scrittore, cantautore e artista di strada. Dal 2007 al 2015 intraprende un viaggio in bicicletta che lo porta in India, Sudamerica, Europa. Comincia a studiare e vivere accanto a maestri e sciamani del posto e in Argentina viene battezzato come "Gio Evan" da un Hopi. Nel 2008 scrive il suo primo libro "Il florilegio passato", racconto che narra dei suoi viaggi, senza soldi né scarpe. Tra il 2012 e il 2013 fonda "Le scarpe del vento", progetto musicale dove scrive, canta e suona la chitarra. Pubblica indipendentemente il suo primo disco "Cranioterapia". Nel 2014 inizia due progetti per le strade francesi: "Gigantografie" e "Le poesie più piccole del mondo". Tra il 2014 e il 2016 pubblica i libri "La bella maniera" (il suo primo romanzo, per Narcissuss), "Teorema di un salto, ragionatissime poesie metafisiche" (Narcissuss) e "Passa a sorprendermi" (Miraggi Edizioni), oltre a scrivere e dirigere l'opera "OH ISSA – Salvo per un cielo". Nel 2017 esce il libro "Capita a volte che ti penso sempre", seguito da "Ormai tra noi è tutto infinito", per Fabbri. Nel 2018 esce "Biglietto di solo ritorno", il doppio album d'esordio che lo porterà in tour in Italia ed Europa. Dopo un periodo di assenza torna sulle scene nel 2019 con il nuovo romanzo "Cento cuori dentro" (Fabbri Editori) e con "Natura Molta", il nuovo doppio album. A novembre a Miami è protagonista insieme a Carmen Consoli di HIT WEEK, il Festival dedicato alla diffusione della musica e della cultura italiana oltre i confini nazionali. A maggio 2020 l'artista è tornato con un nuovo libro di poesie "Se c'è un posto bello sei te" (Fabbri Editori) e il nuovo singolo "Regali fatti a mano" (Polydor/Universal). A ottobre esce il libro "I ricordi preziosi di Noah Gingols" (Fabbri Editori) e a novembre il singolo "Glenn Miller" (Polydor/Universal Music). A gennaio 2021 pubblica il libro "Se mi cerchi ti trovi" (Fabbri Editori). A marzo 2021 partecipa al Festival di Sanremo con il brano "Arnica"(Polydor/Universal Music) . "Mareducato" è il suo nuovo album uscito il 12 marzo, "Ci Siamo Fatti Mare" è il nuovo libro edito da Rizzoli e disponibile dal 16 marzo.

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di Giuseppe Faienza
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Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2021 alle 18:17 sul giornale del 21 novembre 2021 - 8 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo, Giuseppe Faienza

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