Pistoia: Controllo nei confronti di un operatore del commercio dell’oro usato: riscontrate sistematiche violazioni alla normativa antiriciclaggio. Sanzioni amministrative fino a 60.000 euro

3' di lettura 10/05/2024 - I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Pistoia hanno eseguito un controllo nei confronti di un esercizio commerciale dedicato al “compro oro”, al fine di verificare il rispetto della normativa di settore, sia in tema di possesso delle previste autorizzazioni che con riguardo al corretto adempimento degli obblighi antiriciclaggio.

L’attività rientra nell’ordinaria azione di tutela del sistema economico-finanziario sviluppata dal Corpo, volta a prevenirne possibili distorsioni e ad impedire che possano esservi “ripuliti” beni e valori provenienti da attività illecite, ed è frutto di una mirata selezione dei soggetti da controllare, basata su una capillare opera di controllo economico del territorio e sull’analisi ed incrocio delle risultanze presenti in numerose banche dati.

All’avvio del controllo, si aveva subito il riscontro della bontà del processo di analisi seguito, in quanto emergeva l’assenza sia dell’iscrizione al Registro tenuto e gestito dall’O.A.M. (Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori Creditizi) che della licenza di pubblica sicurezza, prerequisiti entrambi obbligatori per poter esercitare l’attività di compravendita di oro ed oggetti preziosi, per cui il locale ed i preziosi ivi detenuti (10 kg. di monili ed oggetti vari in oro ed argento, per un valore complessivo di circa 64 mila euro) venivano sottoposti a sequestro, per impedire la prosecuzione del reato di esercizio abusivo dell’attività di compro oro, e l’imprenditore deferito alla Procura della Repubblica di Pistoia.

L’intervento, peraltro, ingenerava un immediato e positivo effetto conformativo. Infatti, il titolare, avendo la possibilità di regolarizzare, seppure a posteriori, la propria posizione, ha provveduto a munirsi delle suddette iscrizione e licenza, facendo così venir meno i presupposti per mantenere in sequestro il locale ed i preziosi (dei quali, nel frattempo, era stata accertata la legittima provenienza) e ricominciando ad operare, questa volta nella legalità, circa un mese dopo.

Mentre, sotto il profilo giudiziario, il Pubblico Ministero ¬– allo stato del procedimento e fatta salva la presunzione di innocenza, fino all'effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna – ha richiesto l’emissione di un Decreto Penale di condanna, le Fiamme Gialle pistoiesi hanno proseguito nelle operazioni di controllo, analizzando tutte le operazioni di compravendita, rilevando plurime, sistematiche e ripetute violazioni alla normativa antiriciclaggio, consistenti in 243 omissioni dell’adeguata verifica della clientela e a 162 casi di incompletezza nella compilazione della documentazione relativa ad altrettanti acquisti di preziosi, con conseguente segnalazione alla competente Ragioneria Territoriale dello Stato, per l’applicazione di sanzioni amministrative che potranno andare da un minimo di 6.000 € ad un massimo di 60.000 euro.

Tali sanzioni si aggiungono a quella di 258 euro già applicata dalla locale Prefettura, su segnalazione della Guardia di Finanza, per l’avvio dell’attività senza avere la licenza rilasciata dal Questore, che ha anche comportato la chiusura dell’esercizio per altri 10 giorni.






Questo è un articolo pubblicato il 10-05-2024 alle 10:45 sul giornale del 11 maggio 2024 - 74 letture

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